3 domande (più 2) a Valter Binaghi

Valter Binaghi, scrittore e insegnante di filosofia

Valter Binaghi, scrittore e insegnante di filosofia

“Trascendere la percezione superficiale degli eventi e sedurre al mistero dello spirito è l’unico servizio che la letteratura può fare al lettore.” (Valter Binaghi*)

Hai cominciato a scrivere tardi, se non ricordo male. Quale urgenza avvertivi dentro di te la prima volta che hai scritto?

Un’urgenza più polemica che letteraria. Il primo tentativo è stato un romanzo (mai pubblicato e che ora mi pare sinceramente illeggibile) sull’avvento del berlusconismo. Poi per fortuna mi ha preso una certa tenerezza per la mia infanzia e la mia terra, ed è nato “Robinia Blues” (Dario Flaccovio Editore 2004), che resta il mio romanzo più “romantico”.

Scrivi sul blog Vibrisse, fra gli altri temi, anche di “Conoscenza simbolica”. Quanto studio dedichi a questo tema a te caro?

Tutta una vita. In pratica è il mio principale interesse teorico dai tempi della tesi di laurea in Filosofia (1983). Ancora oggi la saggistica che leggo riguarda direttamente o indirettamente questo.

Hai scritto, a 4 mani con Giulio Mozzi, “10 buoni motivi per essere cattolici”. Ti andrebbe di dirci com’è nata questa collaborazione?

Giulio lo conoscevo dal 2006, quando era editor di Sironi e ha seguito la pubblicazione del mio romanzo “I 3 giorni all’inferno di Enrico Bonetti, cronista padano” (Sironi 2007). Siamo diventati amici a poco a poco, vedendoci raramente ma discutendo parecchio sul suo blog o il mio, per lo più intorno ad argomenti religiosi e morali. L’idea del libro è stata sua: me l’ha proposto e ho accettato con gioia.

In giro sul web, in tanti, chiedono consigli sulla scrittura. Raramente consigli di lettura. Cosa diresti, invece, a un aspirante Lettore in questo delicato momento storico?

Di cercare una visione integrale e non caricaturale o puramente polemica (ipotecata dall’ideologia) dell’uomo. E di lasciar perdere i funambolismi linguistici che sono arlecchinate per avvolgere il nulla. Trascendere la percezione superficiale degli eventi e sedurre al mistero dello spirito è l’unico servizio che la letteratura può fare al lettore.

Ti andrebbe di parlare delle cose belle che ami fare quando non scrivi?

Passeggiare in campagna, occuparmi dell’orto, suonare la chitarra, cantare, insegnare filosofia ai miei alunni ma soprattutto condividere oasi di silenzio con la mia donna, perché senza di lei sono la metà di me stesso.

*Valter Binaghi, scrittore insegnante e musicista, ha formato diverse band di musica blues. Negli anni 70 ha scritto, in qualità di redattore, per la rivista Re Nudo.
Ha pubblicato romanzi e lunghi racconti: L’ultimo gioco, con Edoardo Zambon (Mursia 1999), Robinia Blues (Dario Flaccovio Editore, 2004), La porta degli innocenti (Dario Flaccovio Editore, 2005), I tre giorni all’inferno di Enrico Bonetti, Cronista padano (Sironi, 2007), Devoti a Babele (Perdisa, 2008), Ucciderò Mefisto (Perdisa, 2010), La Sposa Nera (Senza Patria, 2010), I Custodi del Talismano (SottoVoce, 2010. Con Giulio Mozzi ha scritto Dieci buoni motivi per essere cattolici(Laurana, 2011). Il suo ultimo libro è: Melissa, la donna che cambiò la storia (Newton Compton, 2012). Scrive articoli molto interessanti sul bollettino di letture e scritture fondato da Giulio Mozzi: “Vibrisse”.

 © Mario Schiavone, per Inkistolio: Storie Orticanti.  RIPRODUZIONE TESTI RISERVATA.

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