5 domande (meno 10): intervista alla scrittrice Marilù Oliva.

Ossi di seppia, fiori e libri.

“…la letteratura serve per scuoterci, non per assopirci.”( Marilù Oliva*)

Hai curato una raccolta di racconti contro il femminicidio.  Secondo te perché questa violenza assurda riceve attenzione SOLO quando narra tristi storie di cronaca nera?

I casi di femminicido sono sempre una triste sequenza di cronaca nera. Che i media poi li infarciscano di sensazionalismo è una questione che si dovrebbe affrontare e risolvere, semmai, appellandoci non più solo a un codice etico che, di fatto, non viene rispettato, ma anche – mi auguro, un giorno – a una regolamentazione ben precisa. Oggi, però, ne siamo ben lontani e alcune riviste – insieme ad alcuni programmi televisivi – tendono a sfruttare questi delitti, caricandoli di tinte patetiche e spettacolari solo per aumentare lettori e audience.

Sul tuo blog “Bugiardino” -che curi per la Comunità dell’Unità- recensisci libri. Con un formato diverso dal solito…  e con viva passione. Ti andrebbe di dirmi come scegli i titoli e i generi letterari?

Il discrimine è uno solo. Alla fine del libro, se mi è piaciuto, mi domando: “Può essere utile a qualcuno?”. O meglio: “Posso trasformarlo in medicina per la mia farmacia/libreria virtuale?” Se la risposta è sì, allora procedo. Il tutto parte dalla convinzione che un libro, se valido e completo, possa medicare le nostre ferite, alleviare i nostri problemi, fare compagnia alle nostre insicurezze, farci sentire meno soli, insomma: contribuire, con la sua portata medicamentosa, a farci sentire più in sintonia con l’esistenza. Questo processo avviene soprattutto quando un romanzo non è rassicurante: la letteratura serve per scuoterci, non per assopirci.

Ti occupi, fra le mille cose che fai, di “forme” letterarie da trasmettere. Insegnando nelle scuole. I tuoi allievi leggono libri secondo te? Se sì, sono libri di qualità?

Cerco di condividere coi miei allievi l’amore per la lettura. Leggiamo molto, in classe, discutiamo e lavoriamo sui testi, organizziamo incontri con gli autori. Li coinvolgo in biblioteca, alterno ai romanzi lezioni di cinema affinché studino i passaggi dallo scritto al film. Insomma, io ci provo. Ovviamente solo con libri che mi sembrano di qualità.

Viviamo in un Paese dove ci sono critici ovunque. Abbondano quasi quanto i premi letterari. Pure chi non ha formazione letteraria… si occupa di “critica”. Secondo te la critica letteraria (qualificata e corretta) aiuta  a diffondere  la voglia di leggere?

Sì, la critica letteraria aiuta  a diffondere  la voglia di leggere, ma solo quando – come dici tu – è qualificata e corretta. Il problema è che il 50% della critica non è qualificata e, del restante 50%, una buona parte è qualificata, ma pretenziosa e snob e ha una concezione elitaria della letteratura. Le manie di superiorità ottengono solo l’effetto di distanziare il potenziale lettore, non di invogliarlo.

Ti andrebbe di parlarmi del tuo prossimo libro?

Più che un libro si tratta di un progetto. Quello che posso dirti è che – al di là dei protagonisti – il leit-motiv è un inseguimento del tempo.

Marilù Oliva* vive a Bologna. Insegna lettere alle superiori e scrive. Con Elliot ha pubblicato la Trilogia della Guerriera, saga dedicata alla conturbante e dannata Elisa Guerra, detta La Guerrera: ¡Tú la pagarás! (2010), finalista al Premio Scerbanenco, Fuego (Elliot, 2011) e Mala Suerte (2012). Per Elliot ha curato l’antologia Nessuna più, 40 scrittori contro il femminicidio (2013). Ha scritto racconti per il web e per antologie, ha collaborato alla stesura dei manuali di storia Cappelli per il triennio delle superiori, ha redatto testi di critica e saggistica, l’ultimo è uno studio sulle correlazioni tra la vita e le opere del Nobel colombiano Gabriel García Márquez: Cent’anni di Márquez. Cent’anni di mondo (CLUEB, 2010).  È redattrice per diversi blog, tra cui Carmilla, l’Unità e Thriller Magazine.

Il suo sito è: www.mariluoliva.net

©Mario Schiavone per Inkistolio: Storie orticanti. RIPRODUZIONE RISERVATA DEI TESTI E DELLE FOTO.

4 domande facili (più una difficile) a Natalia Castaldi: Intervista a una poetessa siciliana

Natalia Castaldi, poetessa e traduttrice. (Copyright foto Natalia Castaldi. Per gentile concessione dell'autrice)
Natalia Castaldi, poetessa e traduttrice. (Copyright foto Natalia Castaldi. Per gentile concessione dell’autrice)

“…non ho regole, più che scrivere vivo…”(Natalia Castaldi*)

Perché scrivi poesie (forse micro narrazioni intense, perché aiutano a fare pause esistenziali che richiedono tempi lenti…) in un mondo così veloce?

Scrivo di getto quando mi viene, poi accantono, scrivo sempre solo bozze; le rileggo a distanza di tempo e se funzionano sono già confezionate, altrimenti diventano altro dall’idea originaria e si trasformano in poesia, o racconti, dipende. Non sono poeta, sono solo una che scrive come le viene in quel preciso momento e sempre in base alla necessità, pulsione, di dire e comunicare quello che voglio che arrivi al lettore.

Quante ore al giorno scrivi e traduci per lavoro?

 Ci sono giorni che mi gratto semplicemente l’ombelico e penso e ripenso a ciò che di altri leggo; altri giorni che semplicemente vivo correndo e organizzando il tempo in base alle necessità quotidiane e familiari; ed altri giorni in cui scrivo. Non ho tempi prestabiliti, posso scrivere per sette ore consecutive, come per soli tre minuti, posso non scrivere per mesi e poi riprendere daccapo con maggiore voglia e con uno stile che a me sembra nuovo; non ho regole, più che scrivere vivo.

Da cosa trai spunto per le tue poesie?

Qualunque sia lo spunto e qualunque sia l’obiettivo, o l’idea che abbiamo del nostro obiettivo, credo che non si possa, quantunque si voglia, prescindere dalla vita scrivendo. Per cui traggo spunto da un qualunque pensiero, da un oggetto, da una fantasia, da un aneddoto mio o altrui, che comunque non puoi non catalogare sotto le diciture “esistenza, quotidianità, tempo”.

Qual è un poeta a te caro e imprescindibile per la tua formazione?

 Diversi. Di Ruscio, Ritsos, Aleixandre, Wilcock, i primi a venirmi in mente.

 

Secondo te in Italia le donne vengono trattate male perché alcuni uomini leggono poca poesia?

No. Conosco molti poeti che per una recensione si venderebbero la madre, quindi ritengo di no: la poesia non eleva gli animi né rende gli uomini meno bestie. Credo che il problema sia culturale in senso lato e che derivi da un’arretratezza rispetto ai paesi del Nord Europa ad esempio, che è molto legata al concetto di peccato, di machismo e di sacralità del ruolo femminile nella società e come perno del nucleo-famiglia. Ma è un discorso lunghissimo da fare, la domanda – bella! – non si può esaurire in una breve risposta, caro Mario, quindi mi impegno a occupare nuovamente spazio sul tuo blog con un post dedicato a questo spinoso argomento, che come donna mi tocca da vicino. 

Natalia Castaldi* è una traduttrice e poetessa italiana, nata a Messina. Ha vissuto fra Milano e Roma dove ha frequentato il corso di Laurea e specializzazione in Interpretariato e Traduzione, conseguendo nel 1997 la specializzazione in Traduzione di lingua inglese e spagnola. Ha viaggiato per studio e lavoro a lungo in  Inghilterra e altri paesi. Negli ultimi anni è tornata a vivere nella sua terra d’origine dove  svolge attività di traduttrice libero professionista e scrittrice. Suoi lavori sono stati pubblicati da diversi siti e blog di poesia, tra i quali: “La dimora del tempo sospeso”– a cura di Francesco Marotta, “La poesia e lo spirito” – a cura di Fabrizio Centofanti e Francesco Sasso, “Oboe Sommerso” – a cura di Roberto Ceccarini,” Arte Insieme” – a cura di Renzo Montagnoli, “Il giardino dei poeti” – a cura di Cristina Bove, “ Imperfetta Ellisse” a cura di Giacomo Cerrai e “Stroboscopio” – a cura di Luigi Bosco e “Nazione Indiana”- a cura di Marco Rovelli. E’ stata fondatrice del collettivo Poetarum Silva da cui è uscita lo scorso maggio.

Per leggere una bella recensione al suo ultimo libro di poesie: http://poesia.blog.rainews24.it/2011/11/29/natalia-castaldi-dialoghi-con-nessuno/

Per saperne di più: http://exilioydesnacimiento.wordpress.com/

© Mario Schiavone per Inkistolio: Storie orticanti. RIPRODUZIONE RISERVATA DEI TESTI.

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