5 domande a un autore insolito e anomalo, ma sempre sincero: Franz Krauspenhaar!

1975 (Caratteri Mobili editore), un libro di Franz Krauspenhaar.
1975 (Caratteri Mobili editore), un libro di Franz Krauspenhaar.

Franz Krauspenhaar, nonostante i mille impegni, ha trovato il tempo di rispondere a cinque domande. Per questo motivo, lo ringrazio di cuore per questa breve ma intensa intervista. Buona lettura a tutti voi e grazie.

“…fare i professionisti in un mondo di dilettanti. Non è piacevole. Ma l’Italia è la culla degli improvvisatori…” (Franz Krauspenhaar*)

Scrittore, poeta, traduttore, blogger. Ti andrebbe di dirci come hai cominciato a scrivere e perché?

Traduttore non più. Blogger ormai pochissimo. Ho cominciato a scrivere perché disegnavo fumetti ma non ero bravo a fare i corpi e dunque ho tradotto delle storie visive in racconti.

 Sulla rivista letteraria Nazione Indiana ho letto un pezzo d’archivio in cui raccontavi della tua visita a casa della Mazzantini… Una storia che mi ha colpito molto. Perdona la domanda: Quella storia è del tutto vera o (anche) un po’ romanzata?

La storia della Mazzantini è finta; ho preso un’intervista fatta a Panorama dalla scrittrice e ci ho aggiunto il sottoscritto in visita… Ne è venuta fuori una cosa abbastanza divertente e credo liberatoria.

 Sei uno dei fondatori di Tornogiovedi, spazio culturale della rete web molto frequentato. Ti andrebbe di dirci com’ è venuta l’idea a te e agli altri fondatori?

Io mi sono trovato la pappa pronta, devo dire. L’idea è tutta di Fernando Coratelli, Luigi Carrozzo e Paolo Spada. Mi hanno coinvolto a cose quasi fatte e ho aderito con grande piacere. Per il resto, a loro è venuta l’idea di una webzine culturale con la scadenza settimanale, e con uscita al giovedì; l’idea del nome è di Paolo.

Tempo fa mi hai detto: “Noi non facciamo parte di nessun giro. Siamo solo un gruppo di amici che fa volontariato culturale!” Quanta fatica costa fare volontariato culturale in Italia?

Cosa vuol dire? vuol dire fare le cose gratis. E allo stesso tempo comportarsi da professionisti. Dunque fare i professionisti in un mondo di dilettanti. Non è piacevole. Ma l’Italia è la culla degli improvvisatori. Quanto costa? Bisognerebbe quantificare in mancati introiti. Ma lasciamo perdere.

So che ami la pittura. Se i tuoi libri fossero quadri, che stile avrebbero?

I miei libri sarebbero dei quadri moderni, ma figurativi. Sono molto attaccato alla concretezza, anche quando non sembra. Sarebbero quadri molto materici, tanto che al tatto sarebbero anche taglienti.

Franz Krauspenhaar* è uno scrittore e poeta italiano. Ha fatto parte delle redazioni di alcuni tra i più famosi blog letterari italiani prima di contribuire alla fondazione di http://www.tornogiovedi.it/ .

Ha pubblicato diversi libri. Fra gli altri:  Avanzi di balera (Addictions, 2000), Le cose come stanno (Baldini & Castoldi, 2003), Cattivo sangue (Baldini Castoldi Dalai, 2005), Era mio padre (Fazi, 2008), L’inquieto vivere segreto (Transeuropa, 2009), il breve romanzo-saggio Un viaggio con Francis Bacon (Zona, 2010), 1975 (Caratterimobili), La passione del calcio (Perdisa Pop.2011), Le monetine del Raphaël (Gaffi, 2012). Con il libro “Era mio padre” ha vinto il Premio Palmi speciale per la narrativa edizione 2008.

Per saperne di più su Franz Krauspenhaar qui una sua biografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Franz_Krauspenhaar

Per acquistare i libri di Franz  potete consultare questa pagina:http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=franz+krauspenhaar

© Mario Schiavone per Inkistolio: Storie orticanti. RIPRODUZIONE RISERVATA DEI TESTI. 

5 domande a Paolo Melissi

Metro Milano di Paolo Melissi (Historica Editore)
Metro Milano di Paolo Melissi (Historica Editore)

“Si parla di grattacieli, di fantasmi, di storia antica, di serial killer ottocenteschi, di ristoranti egiziani, di sotterranei, di acque scomparse e canali, di leggende, campi Rom…” (Paolo Melissi*)

Sei Scrittore e Redattore. Io però ti conosco anche come aspirante cartografo. Come nasce questa tua passione per le mappe dei luoghi?

Ci sono due elementi  – due “fatti” – che posso rievocare per cercare di giustificare questa passione. E sono due fatti che coincidono con due doni. Molti anni fa mio padre mi regalò il suo atlante scolastico, formato zaino, su cui aveva stampigliato le iniziali F e M con un rudimentale timbro ricavato da un pezzo di gomma modellato. Ci persi completamente la testa! I primi chilometri ho incominciato a percorrerli su quella carta inaridita dagli anni. Poi mi regalò la serie completa delle cartine a rilievo delle regioni italiane realizzata dall’Istituto Geografico De Agostini: una droga gratuita. Così poi mi è capitato di desiderare di entrare in una carta geografica, insomma di poterci camminare.

Sei napoletano, ma vivi a Milano. Cosa sogni quando ti manca Napoli?

A volte sogno le strade di Napoli, che sono esattamente quelle ma anche trasfigurate, dilatate, e percepite come in un trip semi-lisergico. Sogno una Napoli labirintica, più labirintica di quella reale. A occhi aperti sogno invece una Napoli nuova, una Barcellona d’Italia. Sono sempre sogni. La mancanza, dopo tanti anni, ha preso forme diverse da quelle delle origini. Mi manca Napoli come “ispirazione”.

C’è un libro di narrativa per te indispensabile e che porteresti ovunque?

Credo Vita istruzioni per l’uso di Georges Perec. Non sarebbe l’unico, ma è indispensabile e ha il pregio di poter racchiudere tutti gli altri libri indispensabili. Forse perché per me è il simbolo delle infinite possibilità della letteratura e del racconto, l’idea racchiusa in un parallelepipedo cartaceo che non esiste LA letteratura ma infinite possibilità.


Collabori con la rivista Satisfiction. Dimmi la verità: quanti lettori rimborsate ogni anno con la vostra formula soddisfatti (per la recensione) o rimborsati (per il libro)?

In tutta la storia di Satisfiction, se non ricordo male, sono stati solo due i casi di lettori rimborsati. Va anche detto che la motivazione del rimborso deve essere sostenuta da una contro-recensione, che metta in evidenza, quindi, i motivi di insoddisfazione del lettore. Altrimenti sarebbe troppo facile!

Durante le passeggiate d’autore che organizzi, cosa diavolo fate oltre a parlar di libri e mangiare pop-corn? (li mangiate i pop corn vero?!)

Ogni Passeggiata è “firmata” da un autore, quindi ha un punto di vista ben preciso, mai coincidente con quello degli altri. Si parla di grattacieli, di fantasmi, di storia antica, di serial killer ottocenteschi, di ristoranti egiziani, di sotterranei, di acque scomparse e canali, di leggende, campi Rom, cronaca nera, di psicogeografia, di cinesi, di chiese torri lazzaretti peste guerre bar alberi centenari ‘ndrangheta. Da quando poi le Passeggiate si tengono anche a Roma e Como, gli argomenti sono aumentati a dismisura. No, in tre anni non abbiamo mai mangiato pop-corn. Meglio pranzare dopo, a cose fatte, e seduti.

 Paolo Melissi* è napoletano doc, ma vive e lavoro a Milano. Fra le tante cose di cui si occupa, è anche Direttore di http://www.satisfiction.me/ versione on line della nota rivista fondata da G.P. Serino. Ha lavorato alle pagine culturali de il Mattino, Avvenimenti, Diario, Linea D’ombra, Pickwick, Bookshop, Corriere.it. È tra i fondatori dell’associazione Pluriversi con cui ha lanciato a Milano le “Passeggiate d’Autore”. Il suo ultimo libro è “Metro Milano” (Historica editore 2010). Per saperne di più sulle passeggiate: http://passeggiatedautore.blogspot.it/

© Mario Schiavone per Inkistolio: Storie orticanti. RIPRODUZIONE RISERVATA DEI TESTI.

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