Rabbia

“Ottolibri” per una Rimostranza a Dio: la scrittrice Eva Clesis racconta.

Rimostranze a Dio- a cura di Eva Clesis
A volte, nella vita accade davvero di tutto. Serve, in quei momenti, una cosa giusta: spegnere il cervello(motore dell’anima) e gridare a qualcosa-qualcuno quello che secondo noi funziona, o non funziona. Se avete da dire qualcosa a Dio in persona. Perchè? L’ho chiesto a Eva Clesis.

Forse perché, con una lamentela, ci sentiamo un po’ esonerati, e quindi sollevati, per un attimo, dalla scomodità della vita (Eva Clesis*)

Ho avuto quest’idea mentre mi passavo il rimmel, un martedì sera. Era appena nata Ottolibri, una piccola realtà editoriale, frutto di un lavoro associativo: una realtà che parte da costi zero, che non ha finanziamenti ma che vorrebbe approdare comunque a progetti ambiziosi. Le “99 Rimostranze a Dio” nascono proprio dal tentativo di trovare le risorse finanziarie per questi progetti: due, in particolare, sono lavori di traduzione che vorrei affidare a traduttori competenti, pagandoli adeguatamente. Progetti di pubblicazione che ho in testa da un po’, anni. Da qui, l’esigenza di un crowdfunding che avesse una bella idea di partenza e un senso. Non volevo chiedere dei soldi e basta, volevo creare qualcosa di unico, chiedendo l’aiuto di quasi un centinaio di persone, da una parte (ovvero i 99 rimostranti), e infine vendendolo per finanziare i progetti più ambiziosi, ma sacrosanti, di Ottolibri. L’idea era quella della rimostranza, che mi è venuta esclamando “Dio”, quando lo spazzolino del rimmel mi è finito nell’occhio. Quante volte ci capita di lamentarci con l’Alto (Dio, il Cielo, la Natura che ci ha fatto in un modo, ma anche il Destino e ogni altro fattore squisitamente esterno a noi) per qualcosa di futile, personale, privato? Capita a tutti quelli che interpellano Dio davanti alle grandi tragedie così come a quelle domestiche, talvolta risibili. Forse perché, con una lamentela, ci sentiamo un po’ esonerati, e quindi sollevati, per un attimo, dalla scomodità della vita. Perciò, perché non partire da un Dio figurato come una ditta di servizi, come uno sportello amico senza un impiegato, per creare qualcosa di davvero Universale? E’ questo il senso. Prendere l’Eterogeneo e farne un grande libro, in cui chi contribuisce lo fa per amor di cultura, regalando una mezza paginetta (dalle dieci alle venti righe, quindi non qualcosa di impegnativo) in cui si lamenta e litiga con il Padreterno, o almeno ci prova. Il ricavato aiuterà non solo la mia minuscola realtà editoriale, ma, superato l’obiettivo dei 700 acquisti finali per l’ebook, che uscirà a Natale, tutto il resto sarà devoluto, per l’ottanta per cento del prezzo di copertina di ogni copia successiva, a qualche iniziativa culturale. Chi partecipa avrà in cambio un ebook di Ottolibri a scelta, a partire dal 2014. E gliene saremo grati.

Per saperne di più e per inviare la vostra Rimostranza a Dio:
http://www.ottolibri.it/99-rimostranze-a-dio/

Eva Clesis* è una scrittrice italiana. Per saperne di più sui libri che ha pubblicato:
http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=eva+clesis

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Sms dalla Campania.

Non ho molto da dire. La gente in Campania muore di tumore da anni, ormai.

Chi sopravvive  non trova un vero lavoro (come pagherà le cure mediche o l’affitto, ad esempio?), oppure non ha un letto d’ospedale in cui farsi curare dignitosamente ( come potranno assisterlo i familiari? dove finiranno gli anziani? E i bambini come nasceranno in questo stato di caos totale?) né la possibilità di far sentire la propria voce per davvero.

Molte domande. Quasi nessuna risposta. In tanti dicono le stesse cose di sempre. Sfruttando il momento di attenzione mediatica verso questa terra. Avete presente quelli che guardano un incidente d’auto in piena autostrada, assumendo quella faccia curiosa incapace di chiedere aiuto?  Ecco cosa accade in momenti difficili come questo: vip  che diventano comunicatori sociali super esperti di ogni questione grave- non tutti loro, ma molti- abbracciano questa o quella causa.  Vi garantisco che certi abili esperti del refrain “lotta-seria-la-campania-non-devemorire” qui non vengono mai.

La comunicazione, satura di promesse,  non diventa azione concreta.

Il problema per noi campani che viviamo qui,- italiani e umani come tutti voi che mi leggete seduti di fronte i vostri monitor-  è serio: le colpe vere, artefici di tutto questo colabrodo quotidiano e puzzolente, sono anche nazionali. Non solo locali.

Stavolta non c’entrano- come dice  e scrive qualcuno- le polemiche da condominio… che mirano sempre a  distinguere il modus vivendi degli abitanti che stanno a  nord o a sud del nostro Paese. La rosa dei venti non indica responsabilità. Siamo tutti italiani e il problema monnezza (urgente, reale…non di certo unico male di questa penisola) è italiano, in toto. Come sono italiani i parlamentari buoni e cattivi, i giornalisti capaci e quelli incapaci, i camorristi pentiti e quelli ancor più attivi di un tempo. Io faccio parte dei comuni mortali. Ogni tanto, quando non se ne può più di tutto questo caos, mi metto a gridare scrivendo quello che sento dentro. Solo questo. Le parole non cambiano il mondo. Neanche le grida. Forse, le storie (quando ben raccontate) questo mondo difficile lo raccontano davvero. Anche a chi non ha orecchie per ascoltare, corrente per accendere  tv o “lingua” per articolare domande. Non mi accontento, non mi rassegno. Rimango qui ad osservare a scrivere. Se avete storie da segnalarmi, raccontarmi o se volete sfogare solo un pensiero indignato io sono qui. Chi scrive ama ascoltare chi ha storie sincere. Chi è portatore di storie, pure se le racconta anche solo a voce, vivrà meglio questo momento difficile.

ps Quanto a Stanislao, lo ringrazio per il pezzo rap che mi ha fatto inserire in un mio racconto che sta facendo il giro del web. Buona lettura a tutti voi e grazie per la tantissime condivisioni, mail e telefonate.
http://terranera-mareblu.comunita.unita.it/2013/10/03/dalla-terra-dei-fuochi-fatui-cap%E2%80%99-e%E2%80%99-munnezza-un-rap-dedicato-a-caparezza/