Tele&Film

Telefilm-Successo

Perché una rubrica di Telefilm?

È dagli anni ’50 che siamo abituati ad avere  a che fare con il linguaggio seriale televisivo, chi di voi non si è trovato nel tempo a ri-guardare un episodio di Twilight Zone (Ai confini della realtà)rimanendo rapito dall’espressione accattivante della faccia di Rod Serling che introduceva ogni volta?

Ci si lasciava trasportare dalle sceneggiature di grandi Autori come Richard Matheson e Ray Bradbury, inquietati dalle quattro note acute della sigla. Alzi la mano chi non avrebbe voluto “arricciare” il naso come Samantha in Bewitched (in italiano Una vita da strega) per fare magie.

La alzi anche chi non ricorda il balletto ironico del grande Bill Cosby nella sigla di apertura del famosissimo The Cosby Show (I Robinson). Lo stesso vale per la citazione nota a più generazioni: “Che Cavolo stai dicendo Willis!” pronunciata dal mitico Arnold in Diff’rent Strokes (Il mio amico Arnold).

Oggi la produzione seriale è aumentata a dismisura. Il fruitore si è evoluto: la televisione ha ceduto il posto al computer (che permette di personalizzare episodi e orari) e quello che è ormai diventato il prosumer (ovvero il produttore e consumatore di contenuti), non siede più solo in poltrona. Ha reso ogni luogo della casa comodo alla visione – non più una o due puntate –  di intere stagioni telefilmiche.

D’altronde il mercato statunitense (che detiene il primato più grande di industria di serial tv e di serie di qualità, tanto che numerosi sono i premi nati per questo settore) produce telefilm come le torte sfornate di continuo dal noto Boss, mentre il prosumer deve adeguarsi al ritmo se vuole appassionarsi a nuove serie, fino a  diventare spesso un telefilm addicted.

Come tutti i linguaggi, la serialità telefilmica è in continua evoluzione: oggi l’utente deve essere attento per riuscire a cogliere le numerose citazioni culturali contemporanee e non (spesso finendo in una dimensione metatelefilmica, citando così personaggi seriali che sono divenuti storia come è accaduto ad  esempio ai personaggi dei Simpson di essere in prima persona citazioni viventi tratte da altre storie) e tenersi aggiornato sugli spin-off (storie divergenti che nascono da personaggi secondari) e su eventuali interruzioni improvvise di stagioni dovute a produttori che ritirano l’offerta filmica seriale dal mercato.

Contrariamente a questi ritiri non previsti, accade con frequenza che una serie cancellata dal palinsesto s’imponga a tal punto da finire in altri medium come il fumetto o il web.

Ecco perché una rubrica sui telefilm: prodotti che sono diventati oggi narrazioni, linguaggi complessi  da analizzare come faceva Ferdinand de Saussure con le lingue.

Di volta in volta, in questa rubrica esclusiva per Inkistolio, decostruiremo serie tv di ogni genere ed epoca, per ricostruirle in maniera originale e irriverente. Ovvero orticante. Inoltre pubblicheremo analisi attente, adattate in brevi spin-off in cui analizzeremo la materia extradiegetica. Con quale telefim cominceremo? Per rispettare appieno il ruolo non ve lo diremo, altrimenti commetteremo il grave reato di Spoiler non richiesto!

A presto!

Annalisa Rascato e la Redazione di Inkistolio.

Prima puntata:#AS-SAGGI CROSSMEDIALI: CIVILIAN. DA L’OMBRA DELLO SCORPIONE A THE WALKING DEAD.

Seconda puntata: I MIEI ANNI NOVANTA. Quando sognavo Dorothy Parker che ascoltava Alanis Morrisette.

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